La strada finisce a Palau
Da Via Sanzio al molo di Palau sono 41,1 km e circa 48 minuti di auto. Sommando la traversata e l'attesa in banchina, mettere piede sull'isola della Maddalena costa una settantina di minuti porta a porta. Lo stesso conto vale al ritorno, ed è il numero da tenere in mano quando decidete a che ora rientrare.
I traghetti per l'isola della Maddalena partono da Palau, non da Olbia e non da Porto Cervo. Gli autobus urbani di Olbia arrivano alle spiagge vicine, a nord e dentro il golfo, ma non salgono fin lassù: per questa giornata la macchina serve.
La traversata dura una quindicina di minuti e in estate le corse sono frequenti. Sulla linea lavora più di una compagnia e si imbarca anche l'auto. Orari, frequenze e periodi cambiano di stagione in stagione: prima di partire controllate i canali ufficiali delle compagnie o del Comune di Palau, soprattutto se andate fuori dai mesi estivi.
L'isola grande e Caprera, unite da un ponte
Una volta sbarcati siete su un'isola che si gira su ruote. La Maddalena è collegata a Caprera da un ponte, quindi con l'auto al seguito, o con una bici presa sul posto, le due si visitano nella stessa giornata senza rimettersi in fila per un altro imbarco. È questo il motivo per cui in molti scelgono di portare la macchina a bordo invece di lasciarla a terra.
Su Caprera ci sono due calette da mettere in conto prima di partire, non davanti al cartello: Cala Coticcio e Cala Brigantina stanno in zona di tutela integrale del Parco. Ci si entra solo accompagnati da una guida ambientale escursionistica autorizzata, con un contributo destinato al Parco, e gli ingressi giornalieri sono contingentati. Si prenota prima, non la mattina stessa.
Di norma il mercoledì sull'isola c'è il mercato settimanale, in località Moneta, dalla mattina fino all'ora di pranzo. Un mercato può slittare per ordinanza o per una festività, quindi vale la pena verificare. È anche il modo più rapido per ricordarsi che La Maddalena è un paese abitato tutto l'anno, con la sua vita ordinaria che d'estate viene coperta dai visitatori.
Le isole che non hanno strade
Le altre isole dell'arcipelago, Budelli, Santa Maria, Spargi e Razzoli, si raggiungono soltanto via mare. Non c'è un traghetto di linea che le colleghi: ci si arriva con le escursioni in barca, che in alta stagione toccano più isole e più cale nell'arco della giornata.
Le uscite partono da Palau, ma anche da Cannigione, che dista 29,2 km da casa e si raggiunge in una quarantina di minuti, da Baja Sardinia e da altri porti del golfo. Cambiare porto d'imbarco cambia i tempi di strada e il programma: quali isole si toccano, dove ci si ferma e se si scende a terra dipende dalla singola gita, ed è la prima cosa da chiedere a chi la organizza.
Chi invece pensa di noleggiare una barca e andare per conto proprio deve sapere che nel Parco Nazionale navigazione, pesca e immersioni sono soggette ad autorizzazione. Non è un mare libero come sembra dall'alto: le regole cambiano da zona a zona.
La spiaggia rosa si guarda da lontano
La Spiaggia Rosa di Budelli è la più fotografata dell'arcipelago ed è anche quella su cui non potete mettere piede. Vietato sbarcare, vietato camminare sulla sabbia, vietato fare il bagno: la si guarda dalla barca, a distanza, oppure dalla vicina spiaggia del Cavaliere accompagnati da una guida del Parco. Se una gita vi promette una sosta con i piedi in quella sabbia, vi sta promettendo una cosa che non può mantenere.
Il Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena è l'unico in Italia che coincide con il territorio di un solo comune, e questo aiuta a capire perché le regole siano così presenti: valgono su tutto quello che avete davanti, terra e mare. L'ente pubblica gli elenchi degli operatori autorizzati, dalle guide ai centri immersione ai trasporti passeggeri, ed è da lì che conviene partire quando si prenota qualcosa. I droni, per dire, non si fanno volare.
Il resto sta sui cartelli lungo la costa: non si calpestano le dune, non si lasciano rifiuti, mozziconi compresi, non si porta via sabbia o conchiglie. Quest'ultima in Sardegna non è una questione di buone maniere, è una norma regionale con una sanzione a carico di chi la ignora.
Come incastrare la giornata partendo da Olbia
Il conto delle ore, fatto per intero: circa cinquanta minuti di strada all'andata, altrettanti al ritorno, la traversata da entrambi i lati e l'attesa in banchina. Restano comunque diverse ore piene sull'isola, ma solo se si parte presto. In agosto, chi esce da Olbia a metà mattina rischia di trovare coda all'imbarco e di perdere lì la parte migliore della giornata.
Se scegliete un'escursione in barca organizzata, l'auto resta a terra e cambia il fattore che decide tutto: diventa il meteo. Con il maestrale le uscite si spostano o si accorciano, e il vento qui, quando parte, dura giorni. Chiedete conferma la sera prima. In borsa mettete qualcosa che ripari dal vento anche in agosto: al largo la sera si sente, e la minima media del mese resta intorno ai diciotto gradi.
Se il mare non permette di uscire, la gita non è persa, si sposta: le isole restano dove sono e i traghetti ripartono. Nel frattempo il golfo di Olbia ha le sue spiagge a un quarto d'ora di auto, che non dipendono da nessun imbarco e non chiedono di prenotare niente. Da Via Sanzio ci si riprova il giorno dopo.

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