Diciotto gradi ad aprile, ventisette a giugno
I numeri della stazione meteorologica dell'aeroporto, che sta a sette chilometri da qui, raccontano la primavera olbiese meglio di qualunque descrizione. Aprile: massima media 18,4 gradi, minima 8,2. Maggio: 22,7 e 11,3. Giugno: 27,6 e 15,4. Il salto vero avviene fra maggio e giugno, ed è di quasi cinque gradi sulla massima. La pioggia scende nello stesso ordine: 56 millimetri ad aprile, 37 a maggio, 18 a giugno. Il mese più asciutto dell'anno resta comunque luglio, con 6.
La conseguenza pratica è una sola: si vestono strati. Ad aprile fra il pomeriggio e la notte ci sono dieci gradi di differenza, e la giacca leggera che alle tre vi sembrava inutile alle nove serve. Portate scarpe comode, un impermeabile leggero, il costume comunque, occhiali da sole e una protezione solare alta, perché la media annua qui è di 7,2 ore di sole al giorno e in primavera se ne vedono parecchie. Le serate fresche si risolvono rientrando: in casa il riscaldamento e la climatizzazione sono autonomi.
La macchia si sente prima di vederla
In questi mesi la macchia mediterranea si riconosce più dall'odore che dal colore: elicriso, mirto e lentisco arrivano prima di essere visti, e in una giornata tiepida e senza vento la cosa è evidente lungo qualunque sentiero. Camminando si distinguono anche lentisco, corbezzolo, erica arborea, ginepro, olivastro, fillirea, ginestre, cisto e rosmarino, e dove il terreno è più povero la vegetazione si abbassa in gariga, con timo, elicriso, cisti ed euforbia. Fate caso agli euforbieti sulle rocce esposte a sud vicino al mare: a tarda primavera diventano rossi e sembrano secchi, e invece stanno solo riposando. Appena ci si allontana dalla costa la macchia si alterna ai boschi di sughera, la pianta su cui si regge ancora l'industria di Calangianus.
C'è poi una cosa che a luglio si fa male e ad aprile bene: salire. Il Nuraghe Riu Mulinu, sul colle di Cabu Abbas, sta a 5,8 chilometri da casa, nove minuti di auto. Dallo spiazzo parte una strada selciata in salita che attraversa la macchia, ripida ma graduale, e servono scarpe chiuse e acqua, non i sandali. In cima non c'è ombra, ed è esattamente il motivo per cui il mese giusto è aprile o maggio: sotto si apre tutto il golfo di Olbia, con Tavolara sull'orizzonte, ed è la ragione per cui tremila anni fa hanno scelto quel punto. L'accesso è libero e non c'è biglietteria. Lo stesso ragionamento vale per la Tomba dei Giganti Su Mont'e s'Abe, a 8,5 chilometri, e per il castello di Pedres che le sta di fronte, su una rocca di granito a 140 metri: un sentiero nella macchia e poi una scalinata, una salita che a mezzogiorno di luglio nessuno vi consiglierebbe.
Il centro in fiore, poi San Simplicio
Fra la fine di aprile e i primi di maggio il centro cambia faccia per qualche giorno. Fioristi e vivaisti del territorio allestiscono installazioni floreali lungo il Corso Umberto pedonale, in Piazza Regina Margherita, in Piazza Matteotti e nelle vie intorno, insieme al mercato dei fiori, ai laboratori e alle aree verdi montate per l'occasione: alcune di quelle aree sono poi rimaste in città. La manifestazione si chiama Il Centro in Fiore, la data si sposta di anno in anno e ci sono state stagioni di pausa, quindi prima di costruirci sopra un viaggio controllate i canali ufficiali del Comune. Dal Corso a casa ci sono 1,8 chilometri: tre minuti in auto, una ventina a piedi.
Poco dopo, a metà maggio, arriva la festa grande. Sa Festa Manna de Mesu Maju sono sei giorni costruiti intorno al 15, giorno del patrono: il triduo in basilica, il raduno delle bandiere votive, la diana all'alba con la banda che gira per le vie a svegliare la città, il pontificale, la processione del tardo pomeriggio con i gruppi folk in costume, il Palio della Stella con i cavalieri dei comuni della zona, la sagra delle cozze del golfo cucinate alla marinara, i fuochi sul mare. La basilica romanica di San Simplicio è a 1,9 chilometri da qui, e nel pomeriggio del 15 la macchina conviene lasciarla dov'è. Il programma dell'anno lo pubblicano il Comune e il comitato della festa, esce tardi e cambia ogni volta. Sempre a fine maggio, a Porto Cervo, lo Yacht Club Costa Smeralda apre la stagione dei superyacht con una regata: 35,9 chilometri, tre quarti d'ora di strada, date da verificare sui canali del club.
Spiagge senza code e acqua fredda
Qui va detta la cosa che di solito si tace: in primavera il mare è bello da guardare e scomodo da usare. L'acqua è calda abbastanza per fare il bagno con continuità da giugno a ottobre. Ad aprile e a maggio ci si entra, ma per poco e con una certa convinzione; da giugno in avanti la faccenda cambia davvero. In compenso la spiaggia è larga. A Pittulongu, 12,9 chilometri, e a Bados il parcheggio è gratuito e in questi mesi non serve arrivare presto, cosa che a luglio e agosto non vale più. Dal centro ci arriva anche la linea 4 dell'autobus urbano, un quarto d'ora per Pittulongu e una ventina di minuti per Bados: fuori dalla stagione estiva, però, le corse verso il mare si riducono parecchio, quindi controllate gli orari sul sito dell'azienda dei trasporti prima di contarci. Le circolari verso la costa sud partono intorno a giugno, quindi per Porto Istana e Lido del Sole in primavera conviene l'auto.
L'altro vantaggio della stagione è burocratico. A San Teodoro, Cala Brandinchi e Lu Impostu si prenotano online e si pagano da giugno a settembre, e senza prenotazione non si entra nemmeno arrivando dal mare: ad aprile e a maggio quel vincolo di norma non c'è ancora. Sono 26,3 chilometri, poco meno di quaranta minuti. Periodo e regole cambiano di stagione in stagione, quindi date un'occhiata al portale turistico del Comune prima di partire. La Cinta, cinque chilometri di sabbia con le dune e lo stagno dei fenicotteri alle spalle, non è contingentata: 31,3 chilometri, mezz'ora. Sul vento, una nota utile: il maestrale è più forte fra novembre e marzo, ma in primavera capita ancora, e quando parte dura giorni. Le spiagge di Olbia però non stanno tutte dalla stessa parte, e quelle a nord e quelle dentro il golfo a sud non prendono lo stesso vento: il piano B non è rinunciare al mare, è decidere la mattina da che parte andare.
Quello che in primavera non c'è ancora
In cambio, qualcosa manca. Le navette e le escursioni per Tavolara partono dal molo di Porto San Paolo, 17,3 chilometri da qui, e il servizio è stagionale: apre indicativamente verso la fine di aprile e chiude a fine ottobre. A inizio aprile potreste trovarlo fermo, quindi verificate prima di programmare la giornata. Anche i chioschi e gli stabilimenti sulle spiagge aprono a stagione. Il mercato di San Pantaleo, il giovedì mattina fra le botteghe di ceramisti, orafi e intarsiatori del legno, gira invece da primavera in avanti: 22,9 chilometri, mezz'ora di curve, e conviene arrivare presto perché dopo le dieci il parcheggio in paese diventa un problema.
E poi piove più che d'estate, 56 millimetri ad aprile contro i 18 di giugno: una giornata storta ci sta. Per quella c'è il Museo Archeologico, sull'isolotto di Peddone davanti al porto vecchio, in un edificio a forma di nave ormeggiata. Dentro ci sono i resti delle navi romane bruciate in porto intorno al 450 dopo Cristo, la maggiore concentrazione d'Italia, con i timoni e gli alberi di età romana. Sono 3,6 chilometri, sette minuti; orari e ingresso si controllano sui canali del Comune. Per il resto la primavera si organizza da sola: l'auto resta ferma in strada davanti a casa senza pagare niente, il centro è a venti minuti di passeggiata, e sulla spiaggia il posto non ve lo contende quasi nessuno.
Dormire a Olbia
House Relax è un appartamento con ingresso indipendente e giardino privato a Olbia, a venti minuti a piedi dal centro e a pochi minuti di auto dalle spiagge del golfo. Prenotando direttamente non ci sono commissioni di intermediazione.