San Pantaleo, ventitré chilometri e un altro paesaggio
San Pantaleo è una frazione del comune di Olbia, appoggiata sul massiccio granitico di Cugnana. Per gli standard sardi il borgo è recente: nasce alla fine dell'Ottocento attorno a una piccola chiesa rurale dedicata a San Pantaleo, e le case si sono aggiunte una alla volta seguendo il modello dello stazzo, l'insediamento sparso che ha organizzato la campagna gallurese per secoli. Il nome viene da Pantaleone, giovane medico di Nicomedia, il cui culto arriva in Sardegna in età bizantina. Le guglie di granito che chiudono il paese cambiano colore con la luce bassa del tardo pomeriggio, e chi può scegliere l'orario tiene conto anche di questo.
Fuori dal giorno di mercato resta un paese di mestieri: nelle vie lavorano ceramisti, orafi, fabbri, intarsiatori del legno, pittori e scultori, fra botteghe e piccole gallerie, e parecchi di loro sono arrivati da fuori senza cambiare l'impianto del borgo. Chi ha le scarpe giuste trova sentieri fra le rocce e i boschi di sughera, e il massiccio è frequentato anche dagli arrampicatori. Le spiagge più vicine, per il giorno in cui il vento cala, sono Liscia Ruja, Petra Ruja, Razza di Giunco e Rena Bianca.
Il mercato del giovedì
Di norma il giovedì mattina la piazza della chiesa e le vie intorno si coprono di banchi. È un appuntamento stagionale, dalla primavera all'autunno, e tiene insieme due cose che di solito stanno separate: da una parte artigianato, vintage, tessuti, tappeti ricamati, ceramiche e fiori; dall'altra formaggi, salumi, miele, conserve, pane carasau, dolci tradizionali e liquori, più i banchi di frutta e verdura dei produttori. Per chi ha bottega in paese è la vetrina della settimana, ed è anche il motivo per cui questo mercato è finito fra i più conosciuti dell'isola.
Due avvertenze pratiche. La prima riguarda l'orario: si tiene in mattinata e chiude all'ora di pranzo, quindi partire tardi da Olbia non ha senso. La seconda riguarda l'auto, perché il parcheggio in paese si complica già a metà mattina e chi arriva dopo le dieci gira parecchio prima di lasciarla. I giorni di mercato sono stabili da anni, ma un'ordinanza o una festività possono spostarli: una verifica sui canali del Comune prima di mettersi in strada evita il viaggio a vuoto. Sempre restando sulle cose che tornano ogni anno, a fine luglio in paese si tiene la festa della frazione, con la banda, i gruppi folk e le gare poetiche.
Tempio Pausania e il carnevale della Gallura
Tempio Pausania è la capitale storica della Gallura e sta a 42,8 chilometri da casa, poco meno di cinquanta minuti di guida. Il centro storico è costruito quasi interamente in granito, muri, architravi e scalini compresi, e il grigio della pietra cambia parecchio il modo in cui si cammina rispetto a un paese di costa. È una meta che regge anche fuori stagione, che da queste parti non è un dettaglio da poco.
Fra febbraio e marzo in città c'è Lu Carrasciali Timpiesu, il carnevale storico della Gallura: cinque sfilate di carri di cartapesta e migliaia di figuranti. I personaggi fissi sono due, Re Giorgio, che tiene insieme il potere, l'abbondanza e i mali della comunità, e Mannena, la figura popolare che lo accompagna. Il giovedì il re entra in città, la domenica si celebra il matrimonio fra i due, il martedì il re viene processato e bruciato in piazza, come rito di chiusura. Le date si spostano ogni anno con il calendario del carnevale e il programma esce sui canali del Comune.
Calangianus, il paese del sughero
Calangianus è a 36,3 chilometri da casa, poco più di quaranta minuti. Il paese ospita la maggiore industria sugheriera italiana e conta fra i maggiori centri sugherieri del mondo. Il sughero si ricava dalla corteccia della Quercus suber, la sughera, ed è l'attività principale del paese e non un richiamo costruito per i visitatori: chi ci arriva aspettandosi una vetrina trova prima di tutto un posto che lavora.
Fra la fine di dicembre e l'Epifania, nelle vie del vecchio paese che qui chiamano la carrera, si allestisce un presepe vivente con figuranti e scene di mestieri: è il primo presepe vivente sardo entrato nel circuito nazionale. Se ci andate d'inverno mettete in conto la temperatura, perché nell'interno la sera fa parecchio più freddo che sul golfo. Anche in questo caso le date escono tardi e si controllano sui canali del Comune.

Luogosanto, Aggius e Luras
Luogosanto è il paese delle chiese campestri, decine, sparse nella campagna intorno; sta a 44 chilometri da casa, una cinquantina di minuti. Intorno all'8 settembre, con festeggiamenti che si allargano da fine agosto a metà mese, si tiene la Festa Manna di Gaddura: messa solenne nella basilica di Nostra Signora, consegna delle bandiere ai cavalieri per il rito de Lu Caracolu, poi la processione con cavalieri, gruppi folk e bande, e confraternite che arrivano da tutta la Gallura. Le edizioni celebrate sono più di settecentonovanta. Ogni sette anni si apre la Porta Santa del santuario, con la processione penitenziale guidata dal vescovo, e in quell'occasione il paese si riempie.
Nella stessa zona interna ci sono altri due paesi che valgono la deviazione. Aggius, 50 chilometri da casa e poco più di un'ora di guida, ha la bandiera arancione del Touring Club: centro storico conservato, vicoli stretti, case in pietra, un museo e una tradizione tessile ancora viva. Luras è conosciuta per i dolmen e per gli olivastri millenari. Sono tappe da mezza giornata, non da un'ora, quindi conviene sceglierne una e farla per bene invece di collezionarle tutte.
Come si mette insieme la giornata
Per l'interno serve l'auto, senza giri di parole: le linee urbane di Olbia coprono la città e le spiagge del golfo, non San Pantaleo e non i paesi del granito. La giornata più logica resta quella del giovedì: San Pantaleo presto per il mercato, pranzo con quello che avete comprato ai banchi, e nel pomeriggio la risalita verso Calangianus e Tempio Pausania. Chi non ha voglia di guidare tutto il giorno la spezza in due, tenendo Luogosanto e Aggius per un'altra volta.
Un antivento leggero serve anche in agosto, perché appena si lascia la costa la sera la temperatura cala e con il maestrale si sente ancora di più. Le date delle feste, del carnevale e del presepe si controllano ogni anno sui canali del Comune o degli organizzatori: slittano, cambiano formula, e i programmi si annunciano tardi. Il rientro verso Olbia è comodo da qualunque direzione, e una volta in città il centro resta a 1,8 chilometri da Via Sanzio, venti minuti a piedi, per chi la sera ha ancora voglia di uscire a cena.
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