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Mare e isole17,3 km · 23 min dalla struttura

Isola di Tavolara

La montagna nel mare dell'Area Marina Protetta: si parte in barca da Porto San Paolo e si sbarca allo Spalmatore di Terra.

L'isola di Tavolara che emerge dal mare vista dalla costa, con la spiaggia in primo piano
L'isola di Tavolara che emerge dal mare vista dalla costa, con la spiaggia in primo pianofoto: per gentile concessione della proprietà

Una montagna che emerge dal mare

Tavolara è una delle icone naturalistiche della Sardegna, un'imponente montagna che emerge dal mare all'interno dell'Area Marina Protetta. Le sue acque trasparenti e i fondali ricchi di vita marina la rendono perfetta per snorkeling ed escursioni in barca. Un luogo selvaggio e affascinante, dove la natura è protagonista assoluta.

La vedete molto prima di raggiungerla. Da Pittulongu è il profilo scuro che chiude l'orizzonte a est, da Porto Istana ve la trovate davanti per intero, e chi sale al nuraghe di Riu Mulinu, sul colle di Cabu Abbas, se la ritrova in fondo allo sguardo oltre tutto il golfo di Olbia. Intorno ha un piccolo arcipelago: Molara, Molarotto, l'isola Piana, l'isola dei Cavalli, Proratora. Quelli sono scogli di granito, bassi e arrotondati. Tavolara no: è un blocco di calcare appoggiato su uno zoccolo granitico, ed è il motivo per cui si alza in quel modo mentre tutto il resto resta raso.

Le barche partono da Porto San Paolo

La prima cosa da sapere prima di organizzare la giornata è che a Tavolara non si va da Olbia. Le navette e le escursioni salpano dal molo di Porto San Paolo, frazione di Loiri Porto San Paolo, poco più di venti minuti di auto da casa scendendo verso sud. La biglietteria sta accanto al molo.

Il mare tra gli scogli di Punta Molara con Tavolara e Molara all'orizzonte
Il mare tra gli scogli di Punta Molara con Tavolara e Molara all'orizzontefoto: alvise79 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il servizio è stagionale e a pagamento. Nei mesi centrali dell'estate le corse sono frequenti e garantite; in primavera e in autunno dipendono dal meteo e dalla richiesta, e possono saltare. Le formule sono due: la navetta, che vi porta sull'isola e vi riprende, lasciandovi decidere quanto restare, e l'escursione guidata, che di norma abbina Tavolara al giro intorno a Molara. Periodo, orari e frequenze cambiano di stagione in stagione, quindi controllate i canali ufficiali della compagnia prima di mettervi in auto, e prenotate per tempo ad agosto.

Lo Spalmatore di Terra, l'unico posto dove si sbarca

Si approda sempre nello stesso punto: lo Spalmatore di Terra, l'estremità occidentale dell'isola, l'unica parte piatta, dove stanno la spiaggia e tutta la vita dell'isola. Alle spalle la parete si alza di colpo, e il contrasto fra l'acqua bassa davanti e la roccia verticale dietro è la ragione per cui quasi tutti tornano a casa con la stessa fotografia.

Spiaggia di Porto Istana, sabbia bianca e mare trasparente con il profilo di Tavolara sulla destra
Spiaggia di Porto Istana, sabbia bianca e mare trasparente con il profilo di Tavolara sulla destrafoto: Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Vale la pena chiarire un equivoco comune. La parte orientale dell'isola non è visitabile: è servitù militare, e il divieto vale sia da terra sia dal mare, con la navigazione interdetta sottocosta. Quanto alla cima, Punta Cannone, 565 metri, non è una passeggiata, e negli ultimi anni il Comune di Olbia è intervenuto più volte con divieti stagionali sulle salite: se avete in mente un'escursione in quota, verificate prima cosa è consentito, invece di darlo per scontato. Quello che si fa normalmente a Tavolara è stare sulla spiaggia, fare il bagno, camminare nel tratto aperto e guardarsi la parete da sotto, che già basta.

Che cosa protegge l'Area Marina Protetta

L'isola sta dentro l'Area Marina Protetta Tavolara · Punta Coda Cavallo, istituita con decreto nel dicembre 1997. Tutela 15.357 ettari di mare lungo poco più di 76 chilometri di costa, davanti ai comuni di Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro, che la gestiscono insieme in un consorzio. Dal 2007 è anche area specialmente protetta di importanza mediterranea.

Acqua bassa e trasparente con il profilo dell'isola di Tavolara all'orizzonte
Acqua bassa e trasparente con il profilo dell'isola di Tavolara all'orizzontefoto: per gentile concessione della proprietà

Sott'acqua si proteggono le praterie di posidonia, le gorgonie e i molluschi. Fra questi c'è la patella ferruginea, considerata l'invertebrato marino più minacciato del Mediterraneo: le rocce di Molarotto ne ospitano la densità più alta di tutta l'area, tanto che di lì sono partiti gli esemplari usati per riprodurre la specie e ripopolare altre aree protette italiane.

Sopra, le pareti sono un dormitorio di uccelli marini. Nelle grotte e nelle cavità di Tavolara e Molara nidifica la berta minore: la stima è di dieci-tredicimila coppie, la colonia più grande del Mediterraneo, all'incirca metà della popolazione mondiale della specie. Su Molara nidifica anche il gabbiano corso.

Le regole, dette in modo semplice

L'area è divisa in tre zone e la differenza è concreta. La zona A, riserva integrale, sono due specchi d'acqua: una fascia larga circa 300 metri lungo il versante nord-orientale di Tavolara e il tratto di mare attorno a Molarotto, segnalati da boe gialle. Lì la balneazione è vietata, come la pesca e la navigazione libera, e sott'acqua si scende solo con le visite guidate autorizzate dall'ente gestore. La zona B, riserva generale, va da Capo Ceraso a Sa Enas Appara e circonda Molara. La zona C, riserva parziale, copre il resto dell'area con vincoli più leggeri.

Se andate con le imbarcazioni autorizzate che partono da Porto San Paolo non dovete pensarci voi: se ne occupa chi guida. Il discorso cambia se noleggiate una barca. In zona B e in zona C l'ancoraggio è vietato salvo sui fondali sabbiosi o ciottolosi e nelle aree attrezzate con boe, e ovunque restano fuori discussione pesca subacquea, moto d'acqua e sport acquatici trainati. La zonizzazione aggiornata e le eventuali autorizzazioni si controllano sul sito dell'ente gestore prima di uscire in mare.

Snorkeling e immersioni

Il motivo per infilare maschera e boccaglio in borsa è semplice: appena si esce dalla sabbia il fondale diventa roccia e posidonia, e l'acqua è abbastanza limpida da vedere senza sforzo. Nello Spalmatore bastano pochi metri dalla riva. Per le immersioni il regime è diverso: dentro l'area protetta si scende con i diving autorizzati, che conoscono i punti e hanno i permessi. È un vincolo, ma è anche quello che tiene i fondali come li vedete.

Se il mare si alza e la traversata salta, l'isola resta comunque davanti agli occhi: da Porto Istana, poco più di venti minuti di auto verso sud, la si guarda per intero senza salire su nessuna barca.

Il «regno» di Tavolara

L'isola ha una storia che vi verrà raccontata in molte versioni. Giuseppe Bertoleoni, di origine genovese, si stabilì su Tavolara all'inizio dell'Ottocento e ci allevava le capre selvatiche, quelle con i denti dai riflessi dorati. Nel 1836 Carlo Alberto di Savoia sbarcò sull'isola durante una battuta di caccia e si presentò come re di Sardegna; la tradizione vuole che Bertoleoni gli rispondesse che allora lui era il re di Tavolara. La famiglia prese la frase alla lettera.

Sulla parte documentata conviene essere onesti: della pergamena con cui Carlo Alberto avrebbe confermato il titolo non c'è traccia, e nessun documento dimostra che l'isola abbia mai avuto un'indipendenza politica. Appartiene invece alla storia il riconoscimento della proprietà dell'isola ai Bertoleoni, maturato per uso prolungato. Il regno è una storia gallurese che conviene raccontare per quello che è.

C'è poi un appuntamento che lega l'isola a qualcosa da fare. A metà luglio, per qualche sera, sulla spiaggia dello Spalmatore si monta un'arena all'aperto e si proiettano film italiani, spesso con registi e interpreti presenti. La rassegna va avanti da oltre trent'anni e ha sedi anche a terra, a Porto San Paolo e a San Teodoro. I posti sull'isola sono pochi e servono barca e prenotazione: date e programma escono sui canali ufficiali dell'organizzazione a ridosso dell'estate.

Consigli pratici

  • Si parte da Porto San Paolo. Non da Olbia: il molo è a una ventina di minuti di auto dalla casa, in direzione sud.
  • Due formule. La navetta vi lascia allo Spalmatore e vi riprende all'ora che scegliete; l'escursione in barca fa il giro dell'isola e le soste in mare.
  • È un'area marina protetta. Ci sono zone dove non si può ancorare né pescare e sentieri chiusi: le regole sono esposte all'imbarco e vanno rispettate.
  • Il mare comanda. Con vento forte le partenze saltano. Se avete un solo giorno buono, tenete Tavolara per quello.